La Storia del Cesso

Roberto Moretta
Member

Post fottutamente geniale ! La scelta del Dies Irae di Verdi è azzeccatissima ! In quanto alla storia del cesso , alla fine la gente ama sempre la versione colorita dei fatti , poco importa che spesso sia solo fuffa . Anzi penso al liceo di essermi bevuto anch’io qualche storiella del genere… (Sì avevo delle idee sulla scrittura e gli scrittori molto stupide. )

Poggy
Member

Non so quanto ti sia di consolazione, ma quando si risponde “io disegno” i risultati sono da così a peggio 😉 (e no, non si rimorchia, parlando di benefit collaterali. Mai una gioia!)

Il Moro
Member
Io nemmeno me lo ricordo, perché ho cominciato… La risposta più ovvia potrebbe essere un bel “perché no?” O magari anche “Cazzi miei”, ma poi si passa per maleducati. In effetti, ho una mezza idea che il mio primo tentativo di scrittura risalga alla prima media. Una specie di fanfiction sui Master of the Universe. Oh, mamma… Ma io, di solito, evito di dire “scrivo” o “tengo un blog su internet” perché questi sguardi sgranati mi hanno rotto i cosiddetti. Che poi tocca spiegargli perché non hanno ancora visto il mio nome tra Licia Troisi e Fabio Volo, sapendo che… Read more »
mcnab
Member

È che la gente è stupida e bisognerebbe frequentarla il meno possibile.
Il mio ideale di scrittore è uno che nemmeno deve mostrare volto e nome in pubblico.
Tutto ciò va in antitesi con ciò che è diventata la nostra società che è, appunto, solo di pose.
Per questo odio buona parte dei luoghi comuni sugli scrittori.

strategieevolutive.wordpress.com/
Member

Mi limito ad applaudire fino a spellarmi le mani.
Bravo!

Marco Bango Siena
Member

Lo dissi tempo fa: credo che non dirò più a nessuno che scrivo, non dal vivo perlomeno. Le domande standard che hai citato tu mi fanno terrorizzano ormai, quanto gli sguardi di compatimento quando capiscono che non fai sport o non hai una bella moto in garage.

Ma allo stesso livello, trovo quelli che sì, hanno scritto qualcosa anche loro e prima o poi…

Giuda
Member
Spettacolare, da applauso! Ok, quando chiedono a me cosa faccio non dico mai “scrivo” (neanche quando lo facevo ancora), ma se per caso si cade sull’argomento, devo darti ragione: corrisponde tale e quale. Io poi non ho una storia del cesso (non me la ricordavo, ma il modo in cui l’hai adattata agli scrittori “ispirati” è perfetto), ho iniziato perché mi divertivo e sembrava abbastanza simile al disegno, nel senso che ritraendo qualcosa con le parole potevo essere un po’ più ambizioso che con la matita, in fondo ho letto parecchio e l’italiano lo conosco (una dote non così comune).… Read more »
Giuda
Member

Io sono partito dal disegno, però mi stava stretto. Volevo ampliare il concetto. Il mio sogno iniziale era darmi al libro illustrato, ma per la strada ho perso sia la trama che la matita.

Anche io – ai tempi – non partivo con un genere in mente, solo un’idea che poteva essere un luogo, una circostanza o un personaggio, poi andavo a braccio finché non me la raccontavo man mano e mi fermavo quando sapevo che era finita. Non è che sospirassi o cercassi le muse, giocavo col mio cervello a mettere su pagina qualche idea.

ferruccio
Member

Rimetto il comment con cui commentai un post di Davide

A cena con un po’ di gente:
“Tu che scrivi perché non ci scrivi qualcosa qui, adesso, magari su un tovagliolo?”
Mia risposta:
“Tu che sei architetto, perché non mi fai il progetto di una casa, adesso, magari su un tovagliolo?”

Grande Hell – te vi ben

Giuda
Member

Sei un eroe, Ferru.

narratore74
Member

Io ti adoro. Oggi avevo bisogno di un post così, che dicesse le cose come vanno dette senza girarci attorno.

Gli stupidi esistono,esisteranno sempre, ma sapere che la fuori c’è qualcuno che il mondo, quello vero, lo vede con occhi liberi, fa un gran piacere!
Grazie. 😉

Donata Ginevra
Member

sei un mito. E non dico altro 😀

CyberLuke
Member

Uhmm… non ricordo se qualcuno/a mi ha mai confessato/risposto/strombazzato che scriveva.
Ma se mi avesse detto che scriveva storie, credo che potrei avergli chiesto, di rimando: di che genere?
Ma per inquadrare meglio, entrare nel discorso, dare un cenno di interessamento: non per etichettare. 😉
Tipo, se mi avessero risposto: di vampiri avrei risposto: Ok. Oh, ma gaurda un po’ se quello non è Amedeo?!!? Scusa un attimo, eh, mò torno! 😀

Gianluca Santini
Member
Cavoli, cos’altro si può aggiungere a un articolo così ben scritto? Niente. 😀 Per dire, io ho cominciato a scrivere (dico consciamente, perché le scemenze tipo emulare i Piccoli Brividi le faceva quando ero mentalmente in fasce) perché la professoressa di italiano del liceo aveva detto che chi voleva poteva tentare di sottoporle un racconto di narrativa, e lei avrebbe dato un voto che avrebbe fatto media con gli altri nel registro. Fui il primo a tentare (e fummo in tutto solo due) e ci rimediai un bel voto. Insomma, la mia scrittura nasce proprio a pagamento, con l’unità monetaria… Read more »
angelobenuzzi
Member

L’aneddoto è tanto vero da essere quasi doloroso. Con tutte le sue parti e le le sue conseguenze. Da chi dopo tutto ci prova ancora a dire cosa fa (o cosa vorrebbe fare) a chi si è costruito una leggenda ed è talmente impegnato a viverla da non aver capito cosa vuol dire.
Hai fatto bene a scrivere questo post. Ogni tanto bisogna ricordarsi dei perchè non si viene presi sul serio quando si fa qualcosa di estremamente serio come scrivere.

Gianluca Santini
Member

😀
È stata una professoressa eccezionale. Pensa che ci aveva detto (almeno a me e i miei amici, agli altri interessava poco) che giocava di ruolo, ricordo ancora che si era vantata della sua incantatrice di 20esimo e passa livello con una tigre dai denti a sciabola come compagno animale. XD
E poi ci aveva fatto scegliere democraticamente quale romanzo leggere e analizzare. Vinse Ubik. In quanti possono dire di aver letto un romanzo del genere, al liceo? 🙂

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[…] post nasce da un articolo del mio amico Hell, intitolato “La Storia del Cesso“. Andatelo a leggere, ne vale la pena, né io né il blog scappiamo. Posso dire di essere […]

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[…] Storia del Cesso è un titolo che si spiega soltanto leggendo il post che l’ha generato, ovvero questo, del mio amico e collega Germano. Anche Marina Belli ne ha poi fornito una sua versione. Leggetela […]

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[…] realtà, lo so benissimo come: parlando della Storia del Cesso. È bellissimo vedere come la rete sia ancora vitale, come la gente si diverta condividendo […]

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[…] quasi-meme nasce per caso sulle pagine di Book and Negative, il blog di Germano M. (guardate anche la versione inglese ci sono un sacco di mie fotografie […]

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[…] some days ago, my friend Hell from Book and Negative blog talked about this story, making a parallelism with writing. When you meet new people and you […]

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[…] su chi l’ha fatto e su chi vi partecipa, Hell in due diversi momenti, con la sua “storia del cesso” e poi su quello dedicato proprio alla trasmissione, Paolo su Vite di Carta, in cui dice […]

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[…] sul blog del Girola, che a sua volta additava pubblicamente la fonte e origine di tutti i mali: un post di Germano M. su Book and Negative. È lui che ha lanciato questa esca alla rete. Vediamo quanti pesci tira su. Io ho già abboccato. […]

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[…] perché si scrive e perché si pubblica senza scivolare in quella che il mio amico Hell chiama la storia del cesso, e che invece è tutto ciò che ci viene ammanito quotidianamente. Mi piace perchè è la […]

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[…] il mio amico Germano le chiama storie del cesso ↩ […]

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[…] domanda Perché scrivi? la maggior parte della gente là fuori risponde con la storia del cesso. La storia del cesso è una vecchia storia. Modestia a parte, l’ho chiamata io così, […]

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