37 Comments

  1. Sembra un discorso quasi scontato, ma in passato avevamo dei geni che non hanno trovato spazio e considerazione tra gli ingessati e ruffiani ambienti che facevano girare i soldi, gente che ha insegnato a tutti come si girano film di genere. Avevamo scrittori che sono inarrivabili per chiunque, oggi vip in salsa ghost writer e libri di Vespa.
    La colpa sarà quello là coi capelli finti, dell’onnipresente Vaticano, del pubblico che bovinamente si è appecoronato alla mediocrità. Oggi ci sono registi che riescono a farsi produrre un film solo se non disturba e non rompe il cazzo a nessuno. Medio, cerchiobottista, volgare e noioso, questo è il nostro cinema. E l’editoria, la Cultura vanno di pari passo nella corsa verso il nulla assoluto. I giovani di talento, chi ci sa fare è costretto a soffrire per imporsi e quasi mai riesce….

    p.s. una grandioso “vaffa” ai mediocri che trapiantano nel proprio cervello idee altrui. Che possano avere una crisi di rigetto!

    1. Author

      Sì, appunto, ma già allora quei geni erano considerati dei mezzi psicopatici, e infatti oggi a rimembrarli si fa la figura del dissociato.

      Ma guarda, è un discorso troppo esteso. La stessa cazzata che quando decidono, dall’alto dei cieli, che il tuo lavoro vale e ti fanno la proposta come se ti stessero facendo un favore è indice del clima merdoso che c’è qui.

      La risposta è sempre la stessa: andarsene. Perché a restare coi pazzi s’impazzisce.

      1. E’ quello che mi fa incazzare, io l’Italia non la voglio lasciare a questi merdosi. Non voglio abbandonare il mio Paese per colpa di gente merdosa, non per stupido orgoglio nazionalista (un sentimento lontanissimo da me) quanto per la voglia e la volontà di affermare che io ci sto bene e non sarete voi maledetti a farmi cambiare idea. Poi fai un giro nel traffico, al cinema o in qualunque posto affollato e affondi nel mare dello sconforto misantropico.

      2. Author

        Sì, ma il problema è esteso anche nelle piccole realtà. Vedi le piccole case editrici che riciclano idee… è radicato.
        E poi, anche il pubblico. Non so perché ma negli states c’è molta diversità di gusti. Qui, invece, lo scoglio dei medio-men.
        D’altronde, dopo settant’anni di regime che andiamo cercando? ^^

      3. Ripensa al parchetto di Novara, alla gente tutta uguale, conforme, a stampino; i cagnetti con nomi da umano; le bici tutte quasi uguali; il minimo arzigogolo di creatività guardato come fosse anarchia capace di scatenare l’apocalisse… Come aspettarsi un cinema d’invenzione e di qualità, una narrativa non pressofusa ma autonoma e creativa, da gente e per gente così? :(

      4. Author

        E allora noi che siamo, fottuti alieni?
        O solo fottuti, magari…
        😀

      5. Author

        E allora chiameremo gli umani con nomi da cani! 😀

      6. @ Hell: siamo alieni E fottuti ^_^’

        @ Messer Sottile: è che fa un po’ specie essere circondati da cocker, bassotti e cagnetti vari di cui quello col nome meno da umano si chiama “Chagal” e avere i padroni che li chiamano e ci parlano esattamente come fossero umani… ^_^’ (e tra l’altro, sto dimenticando i nomi orendi di quella sequela di cani, e non ne sono troppo dispiaciuta :P)

      7. Author

        Jacopo! Era il bassotto che aveva preso la pillola blu! 😀

  2. L’ultima ultima? Il politecnico di milano parte con un corso di ingegneria in inglese. E più di una persona salta sulla sedia dicendo “ma l’italiano, ma la cultura?”. Internet e l’inglese sono il male, perché fanno saltare le frontiere, perché magari poi la gente è preparata e pronta per andarsene a portare il proprio genio fuori da ‘sto paese infame, che non ti permette di esprimerti.
    Sufficientemente mfp? ^^

      1. Come ti capisco… Ti rinfranco un attimo con questa: mia nipote vuole fare medicina. Semmai dovesse riuscirci – c’è tempo e pochi soldi… – ha deciso che seguirà il corso in inglese. E che vuole continuare a studiare lo spagnolo perché al classico non fanno la seconda lingua straniera. Ci sono ragazzini che nemmeno l’ItaGlia riesce a fermare :)

      2. Author

        E spero che vada a lavorare all’estero. Lo spero con tutto il cuore. 😉

  3. Author

    Aggiunto un altro link dove ascoltare le anteprime dei brani e effettuare i download. 😉

  4. Ti racconto una favola.
    C’era una volta una giovane cantante tanto brava, che scriveva brani che parlavano di vita, morte, magia, demoni dei sogni.
    Cantava soprattutto in inglese. Il pubblico l’amava, i critici l’adorava. Il Discografico cattivo no.
    “Non venderai mai in Italia, cantando di quelle cose.”
    E iniziò a lavarle il cervello.
    Per prima cosa la convinse a mollare il fidanzato, che era il primo a credere in lei.
    Le affiancò due autori che per anni hanno scritto insulse canzoni d’amore.
    Le fece conoscere gente che “noi sì che sappiamo cosa vogliono gli italiani”.
    Dopo due anni la giovane cantante pubblicò il suo terzo disco. Era irriconoscibile. Cantava solo in italiano, storielle di amori adolescenziali.
    Il pubblico non capì, la critica sì annoiò.
    La giovane cantante vendette qualche album in più, insieme alla sua anima. Il Discografico cattivo gongolò.
    E i vecchi amici di una volta, non capendo, sparirono per sempre…

    1. Author

      Altro che napalm o armi nucleari. Qua ci vuole un buco nero che li risucchi tutti. Magari vanno a inquinare un universo parallelo, che non ci perdonerà mai.

    2. E’ una storia vera questa della cantante? Lo chiedo perchè ho in mente un paio di cantanti italiane che forse potrebbero identificarsi in quella da te descritta.
      Per il resto, posso dire che la situazione musicale italiana di questi ultimi anni, almeno, quella che ci viene somministrata, è fortemente omologata e i suoi interpreti – tutti vestiti e pettinati allo stesso modo – sono perlopiù riconducibili alla stessa trasmissione tv nonchè alla stessa presentatrice (avrà quella voce da uomo perchè forse posseduta dal demonio?).
      Così come mi chiedo perchè mai il genere metal sinfonico, gotico o alternativo non riesca a far presa tra i gggiovani. Esistono gruppi come gli Epica, i Nightwish, i Whitin Temptation, gli Eluivetie e gli stessi Lacuna Coil che in Europa e nel mondo (persino nei paesi latini come la Spagna ed il Sud America) riempiono gli stadi e i festivale, mentre, qui in ItaGlia tuttal più fanno il sold out nel localino da 150 posti a Ciampino vicino Roma.

      1. Author

        Ma voi lo sapete che siamo eretici, giusto? Ci bruceranno. 😀

      2. È una storia vera. È una mia amica (era?) e ho visto questo percorso fin troppo da vicino.
        Poi mi ne sono andato.

  5. Non vedo come si possa cambiare questo meccanismo se non con una rivoluzione. Ieri sera leggevo da qualche parte che in Italia per fare qualcosa devi essere figlio di… essere introdotto qua, immanicato su, immanicato giù. Io cerco di non essere negativo, ma so benissimo che è un comportamento da Don Chisciotte.

    La meritocrazia da noi è fatta di tessere e di signorsì.
    Essere ignorati è un qualcosa di cui bisogna vantarsi, comunqu – se ti trasformano in fantasma vedrai che prima o poi finiranno per credere alla loro esistenza.

    1. Author

      Ma infatti, immagino quanta terra abbiano mandato giù gruppi, artisti come questi e poi la soddisfazione, almeno quella, di avercela fatta da soli.
      Ecco perché non è manco più un’idea, ma un imperativo morale, fare altrettanto. Farcela da soli, quando tutti ti danno del coglione e ti ostacolano.
      😉

  6. Tra un paio di settimane appena riprendo col blog penso che dedicherò un post su questo argomento.
    Vediamo cosa ne viene fuori. :)

  7. Siamo nello schifo più totale si…ma io voglio continuare a sperare, sperare che qualcosa cambi, che la mia generazione possa fare qualcosa per migliorare questo posto…

  8. Intanto grazie per la segnalazione. Mi sto ascoltando i brani sul tubo, poi con calma vado a scavare più in profondità.

    Per quanto al bel-paese col GL… che ci vuoi fare? O li ammazzi, o li accetti (con l’accetta!). Brutto mondo, il nostro, che ci spinge a fuggire per dare forma alle nostre potenzialità. Oddio… le migrazioni hanno sempre fatto bene allo sviluppo della razza umana (penso alle contaminazioni Blues, Soul, Rock e a tutto ciò che è nato negli States, e in Inghilterra), sia essa in catene o meno… ma quando si ama la propria terra, fa davvero male il sentirsi costretti ad andare via, perché inadatti e inaccettati… quasi fosse una malattia, la creatività!

    1. Author

      Guarda, io ho anche superato la fase nostalgica. E la mia vera casa è dove sto bene. E qui non ci sto bene.
      Non vedo l’ora, appena ho l’opportunità, di andarmene.
      Così mi potranno dire alle spalle: “Ecco, lui fugge e porta il suo cervello all’estero!”
      Ma come? Se fino al giorno prima mi avevano detto che non avevo cervello? 😀

  9. Malessere condiviso. Non se ne può più di questa fossilizzazione dei gusti, decisi a tavolino da chi crede di saperne. E la gente poi crede di saperne perché segue le tendenze di chi crede di saperne, e in realtà ci si perde una marea di roba dietro.
    Roba tipo Iron Sky, o il gruppo che hai scoperto per caso (ma tu guarda se bisogna scoprirli così i nostri gruppi…).

    La cosa può sembrare stupida, ma è un atteggiamento che si rispecchia dappertutto, non solo nella cultura. È così in generale, gli italiani non osano. Vivono della tradizione, si crogiolano nel “tanto ci pensa qualcun altro”. E non muovono un dito, creandosi alibi su alibi.

    Affonderemo.

    Ciao,
    Gianluca

  10. Non volevo commentare, visto che tu hai detto molto e altri, nei loro commenti, hanno in parte chiuso il cerchio.
    Ma stare zitti non fa che aumentare quest’omertà artistica, questo insabbiamento illogico di persone che hanno qualcosa da dire ma non trovano il modo di farlo e sono costretti a barcamenarsi come meglio possono.
    E in molti non ce la fanno proprio, rimanendo spesso confinati nell’amatoriale, senza poter uscire dal loro guscio perché nessuno glielo consente.
    E la gente, quella che si considera importante, che non fa altro che propinarci la stessa merda come se fossimo una mandria di idioti…
    Che schifo…

Leave a Reply