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37 Comments on "In ItaGlia"

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Max "Helldorado" Novelli
Member
4 years 1 month ago
Sembra un discorso quasi scontato, ma in passato avevamo dei geni che non hanno trovato spazio e considerazione tra gli ingessati e ruffiani ambienti che facevano girare i soldi, gente che ha insegnato a tutti come si girano film di genere. Avevamo scrittori che sono inarrivabili per chiunque, oggi vip in salsa ghost writer e libri di Vespa. La colpa sarà quello là coi capelli finti, dell’onnipresente Vaticano, del pubblico che bovinamente si è appecoronato alla mediocrità. Oggi ci sono registi che riescono a farsi produrre un film solo se non disturba e non rompe il cazzo a nessuno. Medio,… Read more »
Roberto Moretta
Member
4 years 1 month ago

Un malumore alquanto diffuso, è da un po’ che questo paese non lo soffro più ! E per molti dei motivi da te elencati.

Sandro
Member
4 years 1 month ago

L’ultima ultima? Il politecnico di milano parte con un corso di ingegneria in inglese. E più di una persona salta sulla sedia dicendo “ma l’italiano, ma la cultura?”. Internet e l’inglese sono il male, perché fanno saltare le frontiere, perché magari poi la gente è preparata e pronta per andarsene a portare il proprio genio fuori da ‘sto paese infame, che non ti permette di esprimerti.
Sufficientemente mfp? ^^

strategieevolutive.wordpress.com/
Member

Hell.
Leggi il mio post di oggi.
E poi esci dalla mia testa.

mcnab
Member
4 years 1 month ago
Ti racconto una favola. C’era una volta una giovane cantante tanto brava, che scriveva brani che parlavano di vita, morte, magia, demoni dei sogni. Cantava soprattutto in inglese. Il pubblico l’amava, i critici l’adorava. Il Discografico cattivo no. “Non venderai mai in Italia, cantando di quelle cose.” E iniziò a lavarle il cervello. Per prima cosa la convinse a mollare il fidanzato, che era il primo a credere in lei. Le affiancò due autori che per anni hanno scritto insulse canzoni d’amore. Le fece conoscere gente che “noi sì che sappiamo cosa vogliono gli italiani”. Dopo due anni la giovane… Read more »
Max_headroom
Member
Max_headroom
4 years 1 month ago
E’ una storia vera questa della cantante? Lo chiedo perchè ho in mente un paio di cantanti italiane che forse potrebbero identificarsi in quella da te descritta. Per il resto, posso dire che la situazione musicale italiana di questi ultimi anni, almeno, quella che ci viene somministrata, è fortemente omologata e i suoi interpreti – tutti vestiti e pettinati allo stesso modo – sono perlopiù riconducibili alla stessa trasmissione tv nonchè alla stessa presentatrice (avrà quella voce da uomo perchè forse posseduta dal demonio?). Così come mi chiedo perchè mai il genere metal sinfonico, gotico o alternativo non riesca a… Read more »
mcnab
Member
4 years 1 month ago

È una storia vera. È una mia amica (era?) e ho visto questo percorso fin troppo da vicino.
Poi mi ne sono andato.

ferruccio
Member
4 years 1 month ago

Non vedo come si possa cambiare questo meccanismo se non con una rivoluzione. Ieri sera leggevo da qualche parte che in Italia per fare qualcosa devi essere figlio di… essere introdotto qua, immanicato su, immanicato giù. Io cerco di non essere negativo, ma so benissimo che è un comportamento da Don Chisciotte.

La meritocrazia da noi è fatta di tessere e di signorsì.
Essere ignorati è un qualcosa di cui bisogna vantarsi, comunqu – se ti trasformano in fantasma vedrai che prima o poi finiranno per credere alla loro esistenza.

Nick
Guest
4 years 1 month ago

Tra un paio di settimane appena riprendo col blog penso che dedicherò un post su questo argomento.
Vediamo cosa ne viene fuori. 🙂

Helldoom
Member
4 years 1 month ago

Siamo nello schifo più totale si…ma io voglio continuare a sperare, sperare che qualcosa cambi, che la mia generazione possa fare qualcosa per migliorare questo posto…

gloutchov
Member
4 years 1 month ago
Intanto grazie per la segnalazione. Mi sto ascoltando i brani sul tubo, poi con calma vado a scavare più in profondità. Per quanto al bel-paese col GL… che ci vuoi fare? O li ammazzi, o li accetti (con l’accetta!). Brutto mondo, il nostro, che ci spinge a fuggire per dare forma alle nostre potenzialità. Oddio… le migrazioni hanno sempre fatto bene allo sviluppo della razza umana (penso alle contaminazioni Blues, Soul, Rock e a tutto ciò che è nato negli States, e in Inghilterra), sia essa in catene o meno… ma quando si ama la propria terra, fa davvero male… Read more »
Gianluca Santini
Member
4 years 1 month ago
Malessere condiviso. Non se ne può più di questa fossilizzazione dei gusti, decisi a tavolino da chi crede di saperne. E la gente poi crede di saperne perché segue le tendenze di chi crede di saperne, e in realtà ci si perde una marea di roba dietro. Roba tipo Iron Sky, o il gruppo che hai scoperto per caso (ma tu guarda se bisogna scoprirli così i nostri gruppi…). La cosa può sembrare stupida, ma è un atteggiamento che si rispecchia dappertutto, non solo nella cultura. È così in generale, gli italiani non osano. Vivono della tradizione, si crogiolano nel… Read more »
narratore74
Member
4 years 1 month ago

Non volevo commentare, visto che tu hai detto molto e altri, nei loro commenti, hanno in parte chiuso il cerchio.
Ma stare zitti non fa che aumentare quest’omertà artistica, questo insabbiamento illogico di persone che hanno qualcosa da dire ma non trovano il modo di farlo e sono costretti a barcamenarsi come meglio possono.
E in molti non ce la fanno proprio, rimanendo spesso confinati nell’amatoriale, senza poter uscire dal loro guscio perché nessuno glielo consente.
E la gente, quella che si considera importante, che non fa altro che propinarci la stessa merda come se fossimo una mandria di idioti…
Che schifo…

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