Ho camminato con uno zombie (1943)

11 Comments

  1. Mi tocca concordare con le tue conclusioni finali Hell,un tempo anche quei film che oggi definiamo di genere erano ben curati anche da un punto di vista estetico.L’intreccio della trama non era considerato un optional e un film non era lodato solo perchè mostrava esplosioni o scene d’azione frenetiche.C’era atmosfera,stile.Mi ritrovo a essere sempre più schifato dalla cinematografia moderna.

    1. Author

      Ecco perché io sono contrario a inquadrare le storie in un genere.
      Questa è una storia d’amore, anzi di amori diversi.
      Il presunto elemento fantastico non è così evidente. Si può sempre propendere per l’ipotesi razionale e scientifica. E il voodoo, ricordiamo, non appartiene, che so, al fantasy, ma è una religione.
      Perché limitarsi al genere?

      Ma comunque, rifatto oggi, un film del genere non avrebbe senso. O sarebbe alterato in ogni minima parte.

  2. Le tue riflessioni finali da sole valgono la recensione.
    Da una parte, sono stanco di sentir dire (ma anche di pensare) ah, i bei tempi andati, dall’altra non posso che ammettere che sì, che diavolo, sembrano andati veramente, e il trend pare essere proprio quello che dici tu: trame facili, svolgimenti veloci, musica malandrina, nomi altisonanti sui cartelloni, merchandising a go-go made in China pronti nei container e poco altro.
    Chissà quando è cominciata: io, onestamente, non me ne sono accorto, eppure non ho mia smesso di andare al cinema, fin da quando, da piccolino, mio padre mi portò a vedere tutta la retrospettiva di James Bond al cinema Ariel, oggi circolo bocciofilo.
    Meno male che, oltre che guardarsi indietro, si può anche ripescare dal passato un sacco di bella roba… anche grazie a segnalazioni come queste.

    1. Author

      Thanks! 😉

      Condivido il tuo punto di vista, in tutto e per tutto. Mah, non vorrei azzardare un’ipotesi, però credo che sia cominciata sul finire degli anni ’90…
      Non che oggi manchino del tutto i bei film, ma sono rari e, guarda caso, appartengono o all’underground più spinto, che l’unico modo di procurarseli è piratarli, oppure a quei “grandi vecchi” (leggasi Terrence Malick, o qualcuno del suo calibro) che, però stanno scomparendo dato che non sono immortali.

      Se ci fai caso, è proprio la distinzione di film di genere, oggi più netta che mai, che implica la dozzinalità della realizzazione. Un film di vampiri deve avere i vampiri sbrilluccicosi, un film di zombie deve avere centinaia di comparse che corrono come pazze e protagonisti al più idioti.
      Queste generalizzazioni prima non c’erano. Si inventava innanzitutto una storia, non un genere di storia, la si rendeva credibile limandola fino al punto che il risultato finale era tutto fuorché mediocre.
      Io sfido chiunque a dirmi che questo film è solo un film di zombie.


  3. Non amo particolarmente gli zombie haitiani o pre-romeriani, ma questo film è davvero un gioiellino del tempo che fu, più rappresentativo di molti altri titoli di genere risalenti a quegli anni.
    Ovviamente oggi come oggi un film così non si potrebbe fare. Credo che sia una cosa naturale, perché sono cambiati anche i ritmi del cinema e la sua estetica. Di fatto io stesso non avrei nessun interesse a vedere un film così lento realizzato nel 2011 (a ‘sto punto mi guardo le pellicole vecchie, che ha più senso).
    Ciò nonostante si potrebbero sperimentare altri stili, superare quelli attuali, proporre qualcosa di nuovo, magari sbagliando. Ma non lo faranno mai, non i “grandi”, almeno finché la gallina cagh*rà uova d’oro al botteghino.
    Non a caso gli unici film un po’ innovativi vengono dalle piccole produzioni. La differenza è che hai tempi di “Ho camminato con uno zombi” accadeva l’esatto contrario…

    1. Author


      La differenza è che hai tempi di “Ho camminato con uno zombi” accadeva l’esatto contrario…

      Esatto! Erano le grandi major che innovavano e guidavano. Che dovevano stupire…

  4. Letta anche questa, ottima. “… e le parole degli attori che lo definiscono caldo, a creare la suggestione, a farcelo sentire addosso, sulla pelle.”

    Complimenti di nuovo.

    1. Author

      Thanks. Ho visto che hai recensito Gantz, più tardi o domani vengo a dare un’occhiata, queste giornate sono infernali, sono occupatissimo. 😉

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