Grosso Guaio a Chinatown (1986)

18 Comments

  1. È un film davvero divertente. Ma non mi ricordavo fosse poi così violento… sarà perché prende tutto con comicità?

  2. Sto film è grandioso! L’apoteosi! Di tutti i film. Ce so affezionatissimo!
    E comunque a ‘gre, te volevo ricordà che “l’uomo saggio ama usare l’ombrello quando piove!” ahahahahahahahah
    Grande!

    😎

  3. Quanti ricordi! Dopo aver letto il post e avendo almeno due ore completamente libere, mi sono detta: ecco, guardo “Grosso guaio a Chinatown” e domani scrivo il relativo post (perché hai ragione: senza non è un blog degno). Sono corsa a cercarlo e ho scoperto che non c’è. Non so se perché l’ho prestato a qualcuno o perché proprio non l’ho mai posseduto. 😐

    Mi tocca andare a memoria, insomma, però voglio dire due parole sull’eroe, ispirate dal modo in cui hai letto il film, con il riferimento alla struttura heroic fantasy.
    Credo sia stato uno dei primi non-eroi di quel tipo. Da bambina, prima di lui, la cosa più simile che avessi visto era Indiana Jones che atterra con un prosaico colpo di pistola lo spadaccino acrobata, opponendo la cinica efficienza di un protagonista action alla competizione virtuosistica tra due campioni di qualcosa. A parte quel momento – che infatti era una gag – Indiana Jones è comunque un eroe vecchio stile (ha dei difetti ma è nel suo contesto ed è l’uomo giusto, non ci piove).
    Jack Burton invece è uno che deve fare funzione di eroe, diventare un eroe. Succede spesso nell’heroic fantasy, ma in questo caso il percorso di formazione non si impianta su un giovane ingenuo che va costruito in quanto eroe attraverso il viaggio periglioso, bensì su un tipo adulto, buono ma fanfarone, greve e che si crede già espertissimo. Per costruirci sopra un eroe classico Jack Burton va prima di tutto demolito. Il bello è anche in questo: Jack Burton cerca di demolire a battuttacce le auliche convenzioni fantasy, le auliche convenzioni fantasy cercano di demolire le prosaiche convinzioni di Jack Burton (l’inefficacia che citavi). C’è uno scambio di ceffoni del tutto reciproco.
    Capolavoro. E recensione molto persuasiva! La terrò presente per scrivere la mia.

    1. Author

      @ Agony
      Bellissimo anche il tuo intervento! In effetti non avevo pensato che tocca anche al fantasy prendere in giro Jack! E poi, sì, che mi ricordi, non ci sono prima di Jack Burton non-eroi simili a lui. Anche per questo Grosso Guaio tocca vette incredibili.
      Che dire, ti consiglio di recuperare il film perché, lo sai anche tu, ne vale la pena. Aspetto la tua recensione, allora! Sono piuttosto curioso.
      Ah, visto che non hai [ancora] inserito il link al tuo blog nel tuo profilo utente, lo faccio io qui [ma si può trovare anche nel blogroll qui accanto], perché lo reputo davvero interessante e lo consiglio a tutti:
      Strong bloody Violence

      P.S.: molto bello anche il tuo gravatar! 😀

  4. Uno dei capisaldi, insieme a Ghostbusters, Indiana Jones, La Storia Infinita e tanti altri titoli rigorosamente ’80.

    Non sapevo che in origine era destinato a essere un Western, comunque molto meglio così come l’hanno poi girato. Preferisco di gran lunga le ambientazioni contemporanee.

    Io lo definirei “urban fantasy” (ammesso che certe classificazioni abbiano poi senso).

    Non so oggi farebbero un film così.
    Forse sì, ma l’eroe sarebbe un figo vestito di pelle e pieno di aggeggi griffati, non un camionista in canotta. I combattimenti si svolgerebbero in bullet time, e i mostri sarebbero in CGI e tridimensionali.

    Anyway: bellissimo articolo. Sempre meglio, se possibile.

    1. Author

      Innanzi tutto, grazie mille! La tua approvazione fa sempre piacere!

      Per quanto riguarda il genere:
      sai bene che non sto troppo dietro a generi e classificazioni varie. Per me, come forse per te, hanno senso fino a un certo punto. Ho utilizzato il riferimento all’heroic fantasy perché, nella sua struttura elementare, il film mi sembra ricalcare i motivi tipici di quel sotto-genere, senza considerare l’ambientazione. Tra l’altro con l’urban fantasy ammetto di non avere molta dimestichezza. Se dici che assomiglia più a quest’altro sotto-genere ti prendo in parola.

      Per il resto concordo, probabilmente oggi un film di questo tipo lo riempirebbero di effettacci e griffe, togliendo così tutto il “romanticismo”. Oggi, poi, un eroe o non-eroe in canotta sarebbe impensabile.

      Cercando cercando ho scoperto che anche Tarantino la pensa come noi. Guarda cosa c’è sul muro, proprio sopra la testa di Jungle Julia in Death Proof:

      big

  5. Non ho capito, cosa si vede in questa foto qui sopra?
    Ad ogni modo, questa volta posso concordate dicendo che è un film divertentissimo. Ogni volta che lo danno in tv, di solito durante le feste a natale o pasqua, e di solito il pomeriggio verso le 14.30 o le 15.00, non posso fare a meno di vederlo!
    E del finale non romantico? Non avete nulla da dire??

    Ciaooo!

    1. Author

      La canotta di Jack! Omaggio a Kurt Russell! 😉
      Ecco, in effetti anche il finale sovverte i canoni. Anziché il bacio tra Jack e Gracie c’è un non-bacio, e Jack se ne va di nuovo nella pioggia come era arrivato, sul suo camion, in compagnia della creatura. Bellissimo!


  6. Ottima scheda per un film davvero fantastico, come dite voi un caposaldo della cinematografia ’80, un misto di generi che distilla varie essenze e le mescola, per caso e/o per mestiere, in un risultato superiore alla somma delle parti.

    Un film del genere non lo farebbero oggi perché ormai gli eroi sono giovani e i cattivi i “vecchi”, se hai più di trent’anni devi stare dalla parte del Lato Oscuro, poco da fare :)

    Inoltre l’eroe o anti eroe di questo film ha in comune con molti altri della sua specie nati e morti in quegli anni, qualcosa che si è perso in questi anni così seri, l’ironia e auto ironia. Jack Burton, John McClane, Martin Riggs, Indiana Jones, gli stessi Ghostbusters, ma anche gli eroi di Eastwood spesso più cupi e truci, avevano spesso quel ghigno ironico, magari più amaro, ma essenziale nel donare uno spessore diverso al personaggio.

    Io in realtà non sono così disfattista, anzi, sono convinto che oggi, se fatto bene, un film che dia spazio a un personaggio come J.B. potrebbe avere davvero successo, facendo presa su “grandi” e giovani.
    In fin dei conti Jack è un bullo e anche “uno sfigato”. Come dice El lui perde gli incontri con i suoi antagonisti per la maggior parte del film, le donne lo trattano male, si fa crollare il soffitto in testa! Vive un’avventura sovrannaturale come fosse una rissa al bar.
    Però sfida una semi divinità orientale e alla fine vince. Perché lo sappiamo, alla fine, è solo una questione di riflessi.

    1. Author

      Thanks! 😉


      se hai più di trent’anni devi stare dalla parte del Lato Oscuro, poco da fare

      Uh, uh, sentivo che, ultimamente, qualcosa era cambiato. Ho persino delle scintille bluastre che vengono fuori dalla punta delle mie dita… eehehehehhe ^^
      E poi, ti prego, non citare più tutti quei personaggi fighissimi oppure mi metto a fare un’altra classifica! Anzi, mi sa proprio che la faccio, ormai alea iacta est!

      Tornando serio, se possibile, quello che rendeva “fighi” questi personaggi era, oltre ai riflessi, cosa sacrosanta, anche il fatto che erano un tantino attempati, quasi tutti over 30, anche sulla soglia dei 40, il ché dava loro una maturità, una simpatia, l’aria di “sapere come stanno le cose”, li rendeva completi, insomma, dei leader naturali.
      Co ‘sti tipi che girano oggi, che neanche si sanno fare la barba, non mi sento più a mio agio. Non li reggo proprio. L’unico attempato che c’è ancora in giro è Nicholas Cage, ma quello sarebbe il caso di rinchiuderlo. Se “Next” è il meglio che ha da offrire siamo fregati.



  7. Ricordo ancora i lacrimoni agli occhi al cinema come se fosse ieri. Jack mi faceva, e mi fa tuttora, ridere come se fosse la prima volta. Ed è stato importante come figura di “eroe” fuori dagli schemi, un po’ tonto e rude. Che capolavoro ragazzi!


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