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mag 14

Lollipop

Musica!

Eccoci. Ne ho parlato parecchio, negli ultimi giorni. Lollipop è pronto in download gratuito, nei formati ePub e Mobi. Non ci facciamo mancare niente, tranne il PDF (mi raccomando, chiedetemi il pdf!).
Cos’è Lollipop?
È un racconto nato da una foto di Amber Heard e da un quadro. È anche uno spin-off basato sull’ambientazione super-eroistica creata dall’amico Alessandro per la sua Round Robin, Due Minuti a Mezzanotte.
Nasce per un unico scopo, intrattenere. E anche per mettermi alla prova, avendo fatto ritorno alla terza persona limitata, dopo aver scritto quasi esclusivamente in prima.
Genere supereroistico, quindi?
Forse.
Forse anche qualcos’altro. Buona musica e una precisa volontà di caratterizzare il personaggio, fin dalla copertina, che potete vedere qui accanto. Opera dell’amico Max Novelli, in collaborazione con un altro amico, Giordano Efrodini. Il cerotto sul quale figura il mio nome è indicativo. Nulla è stato lasciato al caso, in questo lavoro, neppure i font (a cura di Matteo), neppure i refusi, si spera.
Ma passiamo, come sempre, a descrivere il mezzo:

Lollipop
eBook in formato ePub e Mobi
53 pagine (prefazione, 7 capitoli, 1 appendice)
copertina di Max Novelli e Giordano Efrodini
Impaginazione e grafica a cura di Matteo Poropat (eBookAndBook.it)

L’idea alla base del racconto è lasciare indietro le tematiche classiche dei supereroi a chi è in grado di svilupparle meglio e senza scadere nello stereotipo, e tentare di riscriverne associando altre sfumature mutuate da generi affini per contenuti, ma opposti per resa, atmosfera e conseguenze, soprattutto. Il risultato è una miscela che spero possa incontrare il vostro gradimento.
Anche questo racconto è caratterizzato da contenuti piuttosto forti, quindi leggete solo se ne siete convinti.
L’eBook contiene link a contenuti multimediali, le pagine di Due Minuti a Mezzanotte e video musicali ospitati da youtube, per ascoltare la musica nello stesso momento in cui la ascoltano i protagonisti.
Bene, non resta che salutarvi, ringraziare tutti coloro che vorranno leggere e lasciarvi il link per il download.
Un altro po’ di musica e buona lettura.

DOWNLOAD GRATUITO

  Lollipop_Germano_M (138,6 KiB, 4.257 hits)


  Lollipop_Germano_M_Mobi (118,6 KiB, 291 hits)


  Lollipop_pdf (271,2 KiB, 433 hits)

Le Recensioni:

Marina Belli
Alex McNab
Massimo Mazzoni
goodreads
Abyrdeen
Marina (reprised)
Luca Morandi
Paolo Ungheri
Roberto Nicoletti
Marco Siena

QUI potete trovare la pagina contenente tutti i miei eBook

40 comments

9 pings

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  1. Max "Helldorado" Novelli

    Scaricato! E si legge dopo pranzo…

    Grazie della citazione ;)

    1. Hell

      Grazie a te della splendida cover. :D

  2. Giuda

    Alla fine io ho scovato giusto il cerotto, il lavoro grosso l’ha fatto Max, comunque grazie e… ficomitico! *O*

    1. Hell

      Grazie per il cerotto, allora! :D

  3. mcnab

    Allora, il racconto è molto bello, molto forte e Marilyn è molto fiqua, ma di questo riparleremo fra qualche giorno in altra sede :)
    Intanto consiglio a tutti i tuoi lettori – e ai lettori di 2MM – di prendere confidenza col personaggio di questo ebook, perché è possibile che presto la vedranno in team-up nel nostro primo racconto a quattro mani
    E allora nulla sarà più come prima.

    1. Hell

      :D :D E allora capirete cos’è il 2012. :D

      1. mcnab

        Mi piace :D

  4. narratore74

    Preso! Ora si tratta solo di trovare il tempo d’inserirlo nelle mie letture… :D

    1. Hell

      Thanks! ;)

  5. beppeiaf

    lei è molto fiqua. Il racconto è potente, mi piace questa tua evoluzione dello stile.

    1. Hell

      Grazie del feedback, lieto che ti sia piaciuto. :)

  6. Gianluca Santini

    Eccomi qui, Germano. :)

    Partiamo da lei. Gnocca. Mi sembrava uno di quei doverosi e sacrosanti casi in cui ribadire l’ovvio. Perdona poi l’eccessivo tecnicismo del commento, ma è proprio quello: gnocca.
    Ora, la cosa che mi è piaciuta di più in assoluto, a parte lei, è l’ambientazione. Non è Admiral City, è San Juan, e non lo è solo nel nome, lo è nei fatti. Nella prima parte, la scena con lei e Dave, il caldo lo si avverte proprio. Quella sensazione di sudore, di appiccicaticcio, di afa opprimente. Quella lieve arietta che fai entrare nella stanza la percepiamo, rabbrividiamo quasi con lei. Questo, insieme alla “fauna” locale quale il tassista, dà propria quella sensazione di atmosfera tropicale, di ambientazione calda e umida.
    Altro aspetto, il dolore e la psicologia del personaggio. Dolore che è su più livelli e su più personaggi. Dolore che non risparmia nemmeno lei, per dire, e questo mi ha molto sorpreso. Perché anche lì il dolore è ben vissuto, dopo che si riesce a provare un legame lettore-personaggio. Psicologia complessa, e che merita un seguito e magari un altro ancora. Anche perché non tutto è spiegato, e se la cosa potrebbe anche andare bene così – il racconto, per quanto non abbia coni di luce su tutti gli aspetti della vicenda, è solido e autoconclusivo – si può dire che il finale urla a gran voce un seguito (o una serie di seguiti).
    Insomma, piacque. E non solo per la bellezza di Marilyn, che a un certo punto riesce anche a passare in secondo piano. Da gnocca, a personaggio, a persona. E vive. :)

    Ciao,
    Gianluca

    1. Hell

      Oh, grazie mille. Non so che altro dire, mi fa davvero piacere. Il seguito ci sarà, questo lo posso dire, però ho i miei tempi. E non voglio affrettare le cose.
      Come sempre hai colto quello che volevo trasmettere con questa storia. Una sensazione elementare, quale può essere il dolore, che sovrasta ogni cosa.

      ;)

      1. Gianluca Santini

        Tranquillo, prenditi tutto il tempo che serve. Come dicevo poco fa ad Alex, in Base, meglio lento che affrettato e malfatto. :) Prenditi i tuoi tempi, sono sicuro che il risultato ripagherà l’attesa. ;)

        Ciao,
        Gianluca

  7. valerio villa

    Tosta la pulzella, oltre che stragnoccas. Mi piace come hai “ricreato” l’ambiente, tutto molto realistico. Come dice giustamente Gianluca, nella parte iniziale avevo la camicia madida di umidità. Mi ha ricordato la stanza d’albergo in Chapas. I personaggi sono ben delineati, con la loro giusta dose di credibilià, persino El Perro Rojo ha una sua, azzeccata, connotazione e particolarità. Fra tutti gli spin off è forse quello più particolare, in cui i poteri sono un qualcosa di marginale, tant’è che solo alla fine se ne avverte la presenza. Nel complesso davvero un bel racconto, ma (ebbene si, ho un ‘ma’) alcuni passaggi non mi hanno convinto. Forse per necessità, la ricerca della “velocità” narrativa ha portato alcune scene ad essere un po’ troppo convulse (tipo lo scontro finale di Marilyn vs Cane e Bimbo funesto), in cui i passaggi e i particolari non risaltano come dovrebbero, dando un senso di confusione alla scena. Ciò non toglie che aspetto trepidante un seguito.

    Ciao,
    Valerio

    1. Hell

      Benvenuto, Valerio. ;)
      Non ci crederai, ma il tuo “ma” ce l’avevo ben presente, quando ho deciso di scrivere la scena a quella “velocità”. Sono stato indeciso se ampliarla o meno. Poi ho scelto per conservarla così com’è perché è proprio la velocità che mi piace. Diciamo che ho sacrificato volontariamente un pezzetto di “realismo” in luogo di un’azione frenetica che mi sarebbe dispiaciuto dilungare.
      Detto ciò, mi fa piacere che abbia apprezzato.
      :)

  8. Arcamalion

    Scaricato u.u vediamo se fra un manuale di contabilità e uno di enti locali riesco a leggerlo prima del 21 dicembre e lasciare un commento XD

    1. Hell

      Aspetterò, allora. :D

  9. beppeiaf

    ma il .pdf??

    1. Hell

      Quello se lo possono mettere ar c….
      :D

      1. mcnab

        92 minuti di applausi!

      2. Hell

        :D

  10. Max "Helldorado" Novelli

    Finito tutto d’un fiato, e ti posso garantire che è un gran bel racconto. Lei non si discute, fiquissima e ben delineata, ma come ha detto bene GL l’ambientazione è resa alla grande. L’uso della terza persona non ha minimamente scalfito la tua capacità di rendere partecipe il lettore e di fargli sentire le sensazioni che il personaggio sta provando. E poi Cap, gli odori…nella scena del bagno avrei voluto vomitare, in quella subito dopo con i cani…complimenti. Sono davvero orgoglioso di aver realizzato la cover per un e-book così riuscito e coinvolgente.
    Aspettiamo la luna nuova… ;)

    1. Hell

      Be’, è una felice congiuntura. Di quelle che capitano di rado.
      Felice che ti sia piaciuto, soprattutto il discorso della terza persona.
      La scena del bagno, lì ho calcato volutamente la mano, perché volevo che sapesse proprio di fiction o fumetto. E il bagno sporco è caratteristico di certe storie. :D
      La cover è parte del pacchetto, quindi grazie a te. ;)

  11. Mauro Abstract Ruggieri

    Ciao Hell, ho scaricato e letto il tuo racconto.
    Che dire, complimenti. Viscerale e intenso. Mi ha colpito.
    La parte nella villa (rimango sul generico per non spoilerare) è stata faticosa da leggere o meglio dolorosa, perché mi ha coinvolto moltissimo da un punto di vista emotivo. Scrivi davvero bene.
    Sto seguendo con interesse il discorso 2MM e tutto quello che orbita intorno e penso che il tuo racconto abbia alzato l’asticella, qualitativamente parlando.
    Il capitolo finale è un po troppo confuso anche se ho capito la scelta stilistica mentre l’epilogo rischiava (e un po l’ha fatto) di cadere nello spiegone. Anche se sinceramente non saprei come avresti potuto fare diversamente. Spero che pubblicherai altre storie in questo setting.
    Ciao
    Mauro

    1. Hell

      Grazie mille. ;)

      Riguardo di tuoi dubbi, il capitolo finale è confuso perché, come ho risposto sopra, ho voluto che fosse così. Essendo una terza persona limitata, quindi col pdv fisso sulla protagonista, a sensazioni confuse e deliranti (come potevano essere quelle da lei provate in quei momenti) ho scelto di far corrispondere uno stile non troppo preciso.

      Anche il capitolo finale è stato abbastanza sofferto. Non nel senso della scrittura, ma delle scelte. Avevo in mente, all’inizio, un dialogo molto meno chiarificatore tra i due.
      Il fatto di non spiegare mai nulla, di contro, mi è stato rimproverato spesso. Stavolta, avendo costruito il 90% del racconto sul non detto, ho scelto di dire (quasi) tutto, alla fine. Un po’ come viene fatto nei fumetti (compito dei balloon, in particolare, affidati alla voce narrante).
      Insomma, tra il non spiegare nulla e lo spiegare, ho voluto chiarire, perché non volevo che alcuni dettagli del setting si perdessero, tipo la natura del chip o i disturbi di Marilyn.

  12. ferruccio

    Giù sul mio desktop

  13. Il Moro

    Occhio, commento un po’ spoileroso!
    Scaricato e letto. Visto che non sono mai stato capace di tenermi le mie opinioni per me, ti dico subito cosa mi è piaciuto e cosa no. :-)
    Tieni conto che si tratta di opinioni assolutamente personali!
    Secondo me sei un po’ troppo verboso, soprattutto nella parte iniziale. E’ vero che la descrizione approfondita di ogni particolare rende l’idea della personalità delle protagonista, assolutamente “scazzata” e “fuori posto”. Ma che mi vieni a spiegare come si lava i denti mi sembra esagerato. Secondo me si poteva ottenere lo stesso effetto togliendo un terzo delle parole. Lo trovo un po’ pesante.
    Per contro, le descrizioni sono eccezionali. Si avverte davvero la sensazione di squallore e di sporcizia. Certo, nemmeno ai concerti dei Mayhem i cessi erano ridotti così male, ma immagino che sia fatto apposta per aumentare le sensazioni negative che deve trasmettere la scena. Anche nella scena dei combattimenti dei cani si sente davvero la puzza di sudore e si avverte l’orrore di questa gente che si esalta per uno spettacolo tanto sanguinoso. Bravo!
    Non ho capito quale fosse la truffa che avevano intenzione di mettere su i due all’inizio. Pensavo che volessero far vincere un cane al posto di un altro sfruttando un qualche superpotere (è di questo che si parla, in fondo) ma poi se non ho capito male il potere di Marilyn è unicamente la superforza, no? forse anche una specie di grido empatico, che salta fuori alla fine, se ho capito bene.
    Ho molto apprezzato l’accelerata finale, che contrasta con il tono lentissimo del resto del racconto. Dà la giusta idea di movimento che deve avere una scena d’azione.
    Un altro appunto che vorrei muoverti, e ricordo sempre che si tratta di un’opinione strettamente personale, è che io non sopporto quando non si capiscono le cose. Sono scemo, me le dovete spiegare! :-)
    Più che d’accordo quando le cose non vengono spiegate esplicitamente, ma vengono dati al lettore comunque indizi sufficienti a capirle da solo. Ma qui mi sembra che le informazioni manchino proprio. Lo so che è il tuo stile, ma che ti devo dire? A “me”non piace.
    Voglio dire, ma ‘sto bambino? Secondo me compare troppo poco, non gli viene data la giusta importanza nella prima parte, non si capisce cos’è e cosa vuole se non nello spiegone finale. E poi, cosa c’entrava con questi combattimenti di cani? Perchè lei ha dovuto infiltrarsi lì? Boh, c’è qualcosa che mi sfugge.
    A parte questo, sono convinto che tu scriva benissimo. Vorrei essere bravo come te, davvero. E’ sicuramente un racconto di alto livello e ti faccio tutti i miei complimenti.
    Spero che i miei commenti non ti offendano, ma se devo dare un giudizio preferisco darlo sincero, così come preferisco che gli altri siano sinceri con me quando giudicano i miei scritti, perchè è solo così che posso migliorare.
    Alla fine della fiera: bravo, nel complesso mi è piaciuto!
    Il Moro

    1. Hell

      Dunque, grazie per aver letto.
      Poi, che ti devo dire, si tratta di gusti e stile. Evidentemente i nostri rispettivi non collimano. Su una cosa però ti devo contraddire. È tutto spiegato, ovvero ci sono elementi, sparpagliati per tutto il testo, che vanno a coprire tutti i punti “oscuri”.
      Il problema è che io detesto, come hai intuito, fornire la pappa pronta. Ed esigo, di contro, una lettura un po’ più approfondita.
      Sui dettagli, anche quello, io li vedo tutti, quando scrivo. Per cui mi viene naturale inserirli, non è che ci perdo il sonno inventandomi il colore del dentifricio. Lo vedo quando lo scrivo, perciò l’aggiungo.

      Grazie soprattutto per il parere sincero. ;)

      1. Il Moro

        Mi sa che me lo devo rileggere, allora… :-)

      2. Hell

        Sì, poi in fondo è solo un racconto. Non ne faccio un affare di stato. L’unica cosa è che da me non ci si può aspettare la spiegazione, perché tendo a non darne. ;)

        Per dire, già l’epilogo è stato scritto con sofferenza perché ho dovuto chiarire qualche passo poco chiaro. Non stavo scrivendo neppure quello. :D

  14. gloutchov

    Ho letto un po’ tutti i commenti e ho paura che la mia rece sia superflua. Il personaggio che più ho apprezzato è El Rojo… ma si sà che io amo i cani. Marylin è un personaggio notevole… direi controverso. Mi piace come si muove nella storia ma certi passaggi sono un po’ legnosi. Comprendo il desiderio di dare velocità (sistema efficace), ma si perdono dettagli.
    Ammetto di non aver capito i meccanismi della truffa. Ma ero distratto dal corpo di Marylin ^_^

    Nel complesso è una bella lettura. Cruda. Direi psicadelica. Bravo, davvero bravo!

    1. Hell

      Oh, grazie mille del feedback. Ho apprezzato anche il fatto che l’abbia definita psichedelica. In effetti, musica a parte, ho giocato molto con un senso di confusione lisergica, volevo che apparisse così, quindi il fatto che tu l’abbia percepito mi fa molto piacere. ^_^
      Farò una carezzina a El Rojo da parte tua.
      La cosa difficile, per me, è stata descrivere i cani. Anche io li amo e metterli in quelle circostanze mi ha fatto male, se capisci cosa intendo. Ma credo che la scrittura sia anche questo, tutto sommato, una sfida a ciò che più ci terrorizza,
      ;)

  15. Limbes

    Ciao.

    In prima battuta, grazie per il racconto, m’ha tenuto una splendida compagnia ravvivando un’oretta di mortorio al lavoro.
    In seconda, ti batto un paio di osservazioni a titolo di feedback, che mi pare doveroso.

    Mi sono innamorato di Marylin. Così bella, così tragica. Così viva. Sembra vera. Vale più lei di una badilata di personaggi di titoli – libri, film, animazione – anche blasonati. Complimenti. E grazie per avere avuto la generosità di condividerla.

    Nel testo è tutto molto vivido ma non ossessivo. M’è capitato di leggere dei racconti di alcuni guru dello show-don’t-tell, parevano un montaggio di primissimi piani uno appresso all’altro, piatti e pesanti.
    Del tuo stile mi piace che c’è un mucchio di mostrato, dettagli a pioggia, particolari che sintetizzano scorci rapidi, ma le sequenze respirano, l’inquadratura sa anche allargarsi, la scrittura ha ritmo. Molto produttivo.

    La storia del bimbo e del mastino: ho dato una scorsa in rete, senza risultati. Hai preso questa leggenda da qualche parte? Da come la metti su pare avere un retroterra profondo. Tipo aneddoti di cittadine di campagna, che poi diventano racconti di mistero, o dell’orrore, se rende l’idea. Se te la sei inventata di sana pianta, altri complimenti.

    La storia si capisce – a parte il cane affogato nella vasca da bagno, dentro la sua gabbietta, ecco lì ci dovrei tornare su perché non l’ho ben afferrato. Il resto si mette insieme, anche con un po’ di fatica, ma penso ci sta, rappresenta una lettura attiva, stimolante.
    Anzi, se proprio devo dirlo, le parti che ho più apprezzato sono state quelle concitate che necessitavano di maggiore attenzione per essere seguite: le due aggressioni di El Rojo, le allucinazioni di Marylin mischiate al flusso degli eventi, la manifestazione dei poteri all’interno della clinica. Ho trovato quelle parti l’apice di tutto il testo. Narrativamente parlando.

    Di conseguenza il dialogo del finale sa un po’ di punto della situazione. Splendidi sono certi scambi tra Marylin e il cliente. Specie quelli che la toccano più sul personale – il tumore, ovviamente, e credo anche il suo passato fittizio. Le spiegazioni sulla missione e sulla sezione mi sono sembrate un’aggiunta a beneficio di chi ha bisogno di risposte a qualunque perché. Ecco, alcuni perché me li sarei tenuti volentieri. Ma non prenderla a male per questo. Sono scelte.
    Il racconto rimane splendido. Grazie ancora.
    T’ho lasciato un po’ più di due battute, scusa la logorrea.

    Saluti

    Limbes

    1. Hell

      Ciao a te.
      Son da queste parti, per cui ti posso rispondere subito.
      Innanzitutto grazie, sono lieto che ti sia piaciuto.

      Per ciò che concerne i tuoi dubbi, la storia del cappello di paglia l’ho inventata di sana pianta. Avevo necessità, cosa che poi ho continuato nel successivo ebook (e in quelli che stanno per arrivare), di creare un mondo che fosse allo stesso tempo reale, ma decadente. Mi serviva una storia forte.
      Ora, magari può inconsciamente richiamare alla mente qualche fatto di cronaca sui tanti bambini scomparsi, ma quei personaggi in particolare, mastino e cane, li ho creati io.

      La cosa del barboncino è una prova a cui il fidanzato sottopone Marilyn. Sapendo che nel luogo in cui si stanno recando possono arrivare a chiedere, come prova, di uccidere un cane, Dave ha chiesto a Marilyn di far fuori il proprio cagnolino, così quando e se le fosse toccato di farlo ancora, sarebbe stata pronta.

      Ecco sì, la parte finale sa di spiegazione, perché, in effetti, voleva esserlo. Non me la prendo affatto, ti pare?. Diciamo che ho scelto di chiarire alcune cose, perché volevo che il racconto fosse fruibile alla maggior parte dei lettori, anche a quelli che magari non gradiscono andare a caccia dei dettagli. Quindi sì, si tratta solo di scelte. ^^

  16. Limbes

    —> [...] quei personaggi in particolare, mastino e cane, li ho creati io.

    Be’, ci sarebbero stati bene in un episodio di X-Files.
    La realtà del racconto in fin dei conti è strutturata su delle basi che mi sembrano più paranormali/orrorifiche anziché super-eroistiche – cosa che m’è andata molto a genio. Più che con i classici super-poteri si ha a che fare con doti soprannaturali. Almeno, questa è l’impressione… Anche questa scelta voluta?

    L’attitudine, la chiamo così, di Electric Moon l’ho avvertita un po’ cambiata. Ci spendo due parole qua – sul racconto e sulla sua attitudine – o nella scheda apposita?
    Mi hai dato un dito e mi sto prendendo un braccio?

    Saluti

    Limbes

    1. Hell

      Se non ti spiace, magari spendi due parole sulla scheda apposita. ^^

      Sì, è tutto voluto. In un tentativo di contaminare e reinterpretare il genere supereroistico con altro. In questo caso horror.

      Electric Moon invece nasce dallla necessità di fornire a Marilyn un accenno di background e un contesto in cui è di nuovo cosciente di sè. Almeno in teoria.

      La volontà è creare un personaggio che si sviluppa di volume in volume.

      Ma ne parliamo meglio dall’altra parte, se ti va. ;)

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